Aggiornato di recente il blog The art of Federico Pancaldi con nuove immagini a tema fantasy, le nuove illustrazioni sono state realizzate per alcuni manuali di un gioco di ruolo in stile retro-clone finaziato con kickstarter, ovvero Adventure of Dark and Deep.
Dateci un'occhiata!
http://federicopancaldi.blogspot.it/
Letteratura, Film, Serie Tv, Videogiochi e tutto ciò che riguarda il mondo del Fantastico
venerdì 13 settembre 2013
lunedì 9 settembre 2013
L’addio di Hayao Miyazaki
Di recente, al festival del cinema di Venezia, il
co-fondatore dello Studio Ghibli Hayao Miyazaki ha annunciato il suo addio: “Si
alza il vento” sarà il suo ultimo film come regista.
Da fan di Miyazaki posso dire che sono molto dispiaciuta,
i suoi film mi hanno fatta sognare per anni e ora so che non ci saranno più le
trepidanti attese che accompagnavano le uscite dei suoi film.
Per chi non lo sapesse, lo studio Ghibli è uno dei più
famosi studi di animazione giapponese, se non il più famoso, come avevo già
accennato di recente nell’articolo su Ni No Kuni.
Quello che viene da chiedermi e se suo figlio, Goro
Miyazaki, anche lui regista, sarà all’altezza delle capacità narrative di suo
padre e riuscirà a raccoglierne l’eredità. La prima opera di Goro, “I Racconti
di Terramare” (tratto dai romanzi di Ursula Le Guin), non è stata un successo al
di fuori dal Giappone, ma pare che invece il suo secondo lavoro sia migliore
sotto molti punti di vista. “Le colline dei papaveri“ è uscito infatti a
distanza di quattro anni dal precedente, tempo nel quale Goro si sarà fatto le
ossa collaborando con suo padre suppongo. Ricordo che all’epoca di Terramare,
Hayao disse che non era soddisfatto del lavoro del figlio e che forse non era
ancora pronto per dirigere un film da solo.
Un giudizio duro, ma detto da un notevole esperto nel
campo. Hayao Miyazaki oltre che regista, vanta anche le qualifiche di
fumettista, sceneggiatore, animatore e produttore presso lo Studio Ghibli, e i
suoi film sono sempre stati accolti con consensi molto positivi, sia dal
pubblico che dalla critica.
I film di Miyazaki hanno qualcosa di speciale, raccontano
storie profonde e commoventi senza cadere nelle banali retoriche su amicizia e
amore che spesso infestano la maggior parte degli anime.
Di seguito una veloce lista delle sue opere più famose,
in attesa di poter vedere “Si alza il vento” con il fazzoletto a portata di
mano. Perché di sicuro verranno giù lacrime, e non solo per il film, ma anche
perché sarà l’ultimo di una serie di piccoli capolavori di animazione.
Regia, storyboard e sceneggiatura:
Sceneggiatura e/o storyboard:
Per ora è tutto, alla prossima!
sabato 31 agosto 2013
La Fantasia Finale di Square: Parte terza
Rieccomi con la terza ed ultima parte di questa chilometrica
guida alla saga di Final Fantasy, dove parleremo di alcuni spin off e sequel
della serie regolare e dove trarrò le mie ultime conclusioni su questa saga
infinita.
La serie Crystal
Chronicles
Questa serie spin off nasce su GameCube nel 2003 e genera
svariati seguiti in esclusiva per le console Nintendo. Tutta la serie è caratterizzata
dalla stessa ambientazione fiabesca, popolata da umani che convivono con altre
razze peculiari del luogo.
Il gameplay della serie è caratterizzato da una forte
componente action-rpg, che alterna fasi esplorative, risoluzione di semplici
enigmi e combattimenti in tempo reale. La crescita del personaggio mantiene la
componente ruolistica: è possibile scegliere il personaggio da utilizzare in
base a razza e sesso e assegnarvi una classe che progredirà accumulando
esperienza. Infine, cosa molto gradita, in ogni capitolo da me giocato c’era la
possibilità di giocare in cooperativa con un amico.
Final Fantasy Crystal
Chronicles: giocato su GameCube in italiano. La trama di questo primo
capitolo è molto semplice: il mondo sta soccombendo ad un misterioso miasma che
ricopre la terra e solo il potere di alcuni cristalli può purificarlo, ma
questi stanno esaurendo il loro potere. Gli eroi dovranno viaggiare per
ricaricarli cercando le gocce di Mirra nascoste nel mondo di gioco, unica
sostanza in grado di ridare vita ai cristalli stessi.
Voto: 9/10
Pro:
l’ambientazione è colorata e suggestiva, il gameplay action è una buona
alternativa ai soliti FF
Contro: oggi
apparirebbe datato, era possibile giocare con un amico soltanto utilizzando un
adattatore per il Gameboy
Final Fantasy
Crystal Chronicles: Ring of fate: giocato in inglese su Nintendo DS, sia da
sola che in co-op tramite infrarossi. La storia ruota intorno a due gemelli
nati sotto l’influsso di una luna rossa che li ha dotati di poteri magici che
agiscono all’unisono. Yuri e Chelinka dovranno viaggiare per il mondo e
scontrarsi con un misterioso nemico che vuole alterare la realtà stessa. Il
giocatore utilizzerà Yuri, il maschio e dopo le fasi iniziali ambientate
nell’infanzia dei due bimbi ci sarà il salto temporale che ci porterà a
controllare uno Yuri cresciuto e maturo, accompagnato dai tre amici controllati
dall’IA del gioco, oppure da un secondo giocatore.
Voto: 9/10
Pro: gameplay
ottimo, trama affascinante
Contro: l’IA
che controlla il party non è perfetta
Final Fantasy Crystal
Chronicles: Echoes of time: giocato in inglese su Nintendo DS, sia da sola
che in co-op tramite infrarossi. In
questo gioco gli abitanti del nostro mondo soni stati infettati da una
misteriosa malattia e la ricerca di una cura è il punto focale attorno cui
ruota tutta la storia, che non è altro che un pretesto per visitare le varie
location del gioco e sconfiggere i nemici. il gameplay e l’appeal generale del
gioco sono sempre gli stessi, ma rispetto al predecessore i personaggi sono
anonimi “eroi” e la trama è molto più blanda.
Voto: 7,5/10
Pro: il sempre
ottimo gameplay, divertente sia da soli che con un amico
Contro: trama
piatta e personaggi privi di carattere
La serie Tactics
Questa serie con grafica bidimensionale è nata su
Playstation One con il bellissimo Final Fantasy Tactics ed è caratterizzata da
un ambientazione che probabilmente è la più bella mai creata per la saga di
Final Fantasy: Ivalice.
Reame fiabesco popolato da umani e strane razze ferali,
Ivalice è un connubio di splendide architetture cittadine e suggestive location
esterne.
Il gameplay è basato sulla strategia a turni: i
combattimenti si svolgono su una scacchiera dove il giocatore dispone i
personaggi e dove saranno già disposti i nemici, dopodiché ognuno attende il
proprio turno per agire. Un giudice, tipica autorità di Ivalice, fa da arbitro
allo scontro e se qualcuno infrange le regole del combattimento viene ammonito
o espulso.
La gestione del party si basa sul famoso job system e
sulla progressione tramite livelli di esperienza, mentre le varie abilità
vengono apprese grazie ad equipaggiamenti e armi personalizzati per le varie
classi.
La serie si compone di svariati capitoli, per lo più in
lingua inglese e usciti soprattutto per console portatili ed esiste anche una
riedizione del primo capitolo per PSP.
Data la complessità del gameplay, mi sono limitata a
giocare l’unico Tactics localizzato in italiano, ovvero Final Fantasy Tactics
Advance, uscito ovviamente per Gameboy Advance.
Final Fantasy Tactics Advance: il gioco inizia ai
giorni nostri, nella città di St.Ivalice, dove il giovane Marsh si è appena
trasferito. In città fa amicizia con Ritz, ragazzina dai capelli rossi che
nasconde un segreto e Mewt, che ha perduto sua madre da poco e con il padre che
fatica a sbarcare il lunario. Un bel giorno i tre trovano un libro magico e il
mondo intorno a loro si trasforma nel regno medievaleggiante di Ivalice, dove
Marsh dovrà imparare a sopravvivere, anche a costo di combattere contro i
propri amici.
Voto: 10/10
Pro: la trama
ha risvolti onirici e si snoda in maniera semplice ma intrigante, il gameplay è
eccelso
Contro:
nessuno
I sequel della
saga
Un tempo, qualcuno disse che non ci sarebbero stati
sequel diretti dei capitoli principali della saga di Final Fantasy. Poi quel
qualcuno cambiò idea, forse perché i fan non erano soddisfatti del finale di
Final Fantasy X (io lo ero, non poteva che finire in quel modo, crudele e
toccante al tempo stesso) o forse perché voleva far soldi con una bella mossa
commerciale legata alla saga di jrpg più famosa del globo.
Fatto sta che ci siam beccati svariati sequel,
soprattutto degli ultimi titoli usciti, ma anche del tanto amato Final Fantasy
VII. Ne ho giocati alcuni e il giudizio generale non è ne positivo ne negativo.
È più un “ma ce n’era veramente bisogno?”.
Final Fantasy X-2:
primo sequel ufficiale di uno dei capitoli della saga di FF, giocato in
italiano su PS2. Questo gioco è il seguito diretto di FF X, e riprende la trama
alcuni anni dopo la fine del suo predecessore. Attenzione! La trama è uno
SPOILER del finale di FF X: Yuna, accompagnata da Rikku e dalla new entry Pain
viaggeranno per le terre di Spira rinate dopo la sconfitta di Sin per cercare
lo scomparso Tidus.
Il gameplay è simile a quello del gioco precedente,
eccettuato il fatto che le tre eroine potranno cambiare classe con un sistema
che ricorda il job system, basato sull’acquisizione di sfere.
Nel complesso, un gioco mediocre di cui non si sentiva
davvero il bisogno.
Voto: 6/10
Pro: carino il
simil-job system, gameplay godibile
Contro: trama
edulcorata per arrivare forzatamente ad un lieto fine che non ha senso di
essere
Final Fantasy VII:
Dirge of Cerberus: uscito in italiano su PS2, si può considerare uno dei
sequel di Final Fantasy VII perchè i fatti si svolgono anni dopo la fine del
suddetto. Gioco totalmente action con protagonista Vincent Valentine, nato come
personaggio segreto in FF VII e poi divenuto molto popolare tra i fan della
saga, tanto da dedicargli un intero gioco.
La trama ha premesse piuttosto banali: Vincent deve
scontrarsi con un nuovo gruppo di nemici nati dopo lo schianto della meteora,
ma le cose si fanno interessanti in quanto l’intreccio si dipana intorno al
passato di Vincent, da sempre misterioso e finalmente si scoprirà qualcosa in
più su di lui e sul suo rapporto con la misteriosa Lucretia. Per chi non lo
sapesse, Vincent ha subito esperimenti sul suo corpo che gli hanno donato una
specie di immortalità e gli conferiscono la capacità di trasformarsi in vari
mostri, questi elementi, uniti al suo aspetto androgino, hanno spesso generato l’equivoco
tra i fan sulla possibilità che fosse un vampiro.
Durante il gioco Vincent potrà utilizzare diverse armi da
fuoco personalizzabili tramite l’apposito negozio, ma potrà anche attaccare i
nemici in corpo a corpo e lanciare magie, seppure la componente shooter sia
preponderante.
Se visto come un semplice action, DoC non è granchè. I
controlli sono macchinosi e la difficoltà è sbilanciata, inoltre il gioco è
decisamente troppo corto. Il susseguirsi dell’azione lineare e priva di
componente esplorativa lo fa assomigliare pesantemente ad un picchiaduro a
scorrimento in stile ninja gaiden più che ad un action-rpg.
A suo favore va
detto che i risvolti della trama che dipanano il mistero sull’affascinante
Vincent valgono il prezzo del biglietto, quantomeno se siete fan sfegatati del
personaggio, altrimenti potete farne tranquillamente a meno.
Voto: 6,5/10
Pro: il gioco
fa luce sul passato di Vincent, il sistema di modifica degli armamenti è ben
fatto
Contro: troppo
lineare, gameplay migliorabile, poco longevo
Final Fantasy XII Revenant Wings: giocato su Nintendo
DS in italiano, è il seguito del mediocre Final Fantasy XII e rispetto a
quest’ultimo si è rivelato una piacevolissima sorpresa.
Vaan e Penelo sono finalmente diventati aviopirati e
viaggiano per i celi di Ivalice in cerca di tesori, facendo concorrenza ai
vecchi amici Balthier e Fran. Finchè durante un recupero la loro nave non viene
distrutta e i due si trovano appiedati, ma nei celi appare una misteriosa nave
fantasma e la tentazione è forte. Insieme a Philo, Kytes (orfani della città
bassa come loro) e Tomaj (garzone della taverna), i due riescono a requisirla,
per poi ritrovarsi trasportati a forza sul misterioso continente fluttuante di
Lemures, dove ormai gli aviopirati non fanno altro che saccheggiare e fare man
bassa. Qui incontreranno i rappresentanti della razza volante degli Aegyl e li
aiuteranno a scacciare i predoni dal loro regno.
Questo seguito è svariate spanne sopra il suo
predecessore, sia come trama che come caratterizzazione dei personaggi.
Finalmente anche un protagonista insipido come Vaan acquista una
caratterizzazione precisa, così come gli altri comprimari e le new entry,
rendendo possibile al giocatore provare un po’ più di empatia con essi.
Ma la vera rivoluzione è nel gameplay, differente da
tutto ciò che avevo visto fino a quel momento nella saga: i combattimenti sono
in tempo reale ma di stampo strategico. Ogni membro del party può schierare in
campo un piccolo esercito personale di Esper. Le evocazioni che nel precedente
avevano un utilità molto marginale, in questo gioco sono il fulcro dell’azione:
grazie ad una sostanza chiamata Auracite, ogni personaggio può selezionare da
una ruota gli Esper desiderati, ordinati in base all’elemento di appartenenza.
Ovviamente sarà necessario scegliere gli Esper del giusto tipo in base ai
nemici di turno per infliggere il massimo danno possibile.
Ognuno può schierare due Esper ed evocane altri grazie a
portali situati nei vari stage. Ma anche i membri del party potranno agire
mentre fanno combattere le loro creature, e ognuno di loro avrà abilità e stile
di combattimento personalizzati, al contrario di quanto accadeva nel precedente
gioco. Il giocatore controllerà un personaggio alla volta e gli altri agiranno
in base al già sfruttato Gambit System (i personaggi agiscono indipendentemente
ma in base a condizioni stabilite dal giocatore).
Voto: 9/10
Pro:
personaggi finalmente dotati di una caratterizzazione forte, gameplay originale
Contro: la
trama a tratti è un po’ troppo infantile
Final Fantasy XIII-2: uscito su PS3, è il sequel del
pessimo Final Fantasy XIII. Con la speranza che con questo seguito accadesse
ciò che era accaduto con il seguito di Final Fantasy XII, ho acquistato questo
gioco quasi a scatola chiusa. Ma è stata una delusione.
Serah è disperata, sua sorella Lightning è scomparsa e
tutti la credono morta, ma lei sa che non è così. Insieme a Noel, giunto da un
altro luogo, partirà alla sua ricerca viaggiando nel tempo e nello spazio.
Il sistema di combattimento è sempre lo stesso del
precedente, l’unica differenza sta nel fatto che i nemici non saranno più
visibili sulla mappa ma appariranno su schermo solo quando ci si avvicina a
loro. Serah e Noel dovranno viaggiare attraverso il tempo e lo spazio grazie al
sistema Historia Crux, che tramite portali sbloccabili permette di visitare le
varie location nelle varie epoche. L’aggiunta di compiti secondari, negozi e
chocobo rende l’esperienza molto meno lineare del precedente e più interessante
da giocare.
Eppure nonostante il gameplay fosse buono mi sono
stancata dopo poche ore di gioco, perché l’appeal di personaggi e trama era lo
stesso del precedente. Serah è una bimba frignona e Noel il solito fighetto
depresso e introspettivo. Se non fosse stato per questi punti dolenti
probabilmente l’avrei giocato fino alla fine e non l’avrei riportato al mio
Gamestop di fiducia. Unico Final Fantasy che ho riportato al negozio. Nonostante
la totale libertà d’azione, che era il punto più controverso di quel Final
Fantasy XIII troppo lineare, non ho apprezzato questo gioco. Bocciato.
Voto: 4/10
Pro: il
sistema Historia Crux permette una certa longevità e le location sono
ampiamente rivisitabili
Contro: i
personaggi sono privi di spessore e addirittura antipatici, il sistema di
combattimento è sempre poco soddisfacente, la trama principale è solo un
pretesto per viaggiare tra le varie epoche
Con questo si conclude il mio viaggio attraverso la saga
di Final Fantasy, in attesa che esca il nuovo capitolo: Final Fantasy XV. Qui
sotto metto il video sul gameplay di questo titolo, che tutto sommato non
sembra malaccio, anche se si nota la fortissima componente action. Bisogna
vedere come sono caratterizzati i personaggi e se la trama è degna di essere
raccontata in un gioco di ruolo. Sono due cose su cui la serie ha sempre
puntato, a parte gli scivoloni dei capitoli più recenti. Ai posteri l’ardua
sentenza.
Alla prossima!
sabato 24 agosto 2013
La Fantasia Finale di Square: Parte seconda
Final Fantasy VII inaugura la seconda generazione di Final Fantasy, in un certo senso, dato che è il primo capitolo a sfruttare le tre dimensioni, ridà nuova vita alla saga, consacrandola definitivamente nella storia dei videogiochi.
Final Fantasy VII:
giocato ovviamente su Playstation One in lingua inglese. Primo FF ad essere
nato in tre dimensioni, con personaggi super deformend. Il gioco è ambientato
in un mondo steampunk e i personaggi sono interessanti e ben caratterizzati.
Purtroppo, da qui in poi, a parte l’esploit di FF IX, i protagonisti maschili
della saga diventeranno depressi e con poco appeal, facendosi sopraffare da
comprimari molto più carismatici.
In questo FF il sistema gi apprendimento di magie e
abilità avviene attraverso sfere chiamate Materie. Però a meno che non si
decida di lasciare quelle di base ai vari personaggi e svilupparne le
caratteristiche personali in maniera diversificata, tutti possono fare tutto,
cosa che fa perdere molti punti alla personalizzazione del party, secondo me.
Nel mondo di gioco, la multinazionale Shinra sfrutta
l’energia Mako estratta dalla terra stessa per distribuire elettricità
all’intero pianeta, senza però curarsi degli effetti che questo processo ha
sull’ambiente. Questa energia viene sfruttata anche per potenziare soldati
umani al servizio della compagnia, minacciata dai ribelli del gruppo Avalanche,
di cui fanno parte Cloud, ex soldato della Shinra e alcuni dei personaggi
principali della saga. La trama si snoda tra i tentativi di Avalnche di
sabotare la Shinra e gli sforzi dei personaggi per impedire che il malvagio
Sephiroth attiri una meteora in rotta di collisione con il pianeta, dipanandosi
tra numerosi colpi di scena veramente ben congeniati.
In uno di questi ormai noto a tutti, Aerith muore
lasciando sconvolti i fan di Final Fantasy. Nonostante non sia il primo
personaggio della saga a morire durante uno dei giochi, la sua morte porta ad
una serie di congetture e leggende metropolitane sulla sua possibile resurrezione,
ovviamente tutte infondate.
Voto: 8/10
Pro: trama e
personaggi complessi
Contro: l’uso
delle materie penalizza la personalizzazione
Final Fantasy VIII:
giocato su Playstation in italiano. È stato il primo FF su cui ho messo le
mani, spingendomi poi a ricercare e giocare tutti i capitoli della saga che mi
ero persa, e grazie ai porting su PSX e i remake per console portatili sono poi
riuscita a giocare l’intera saga principale.
L’ottavo capitolo di Final Fantasy è ambientato
nuovamente in un mondo dominato dalla tecnologia ed è il primo ad avere
personaggi con aspetto realistico. Il gioco propone una nuova gestione delle
magie che lascia gli MP in favore di un sistema chiamato di Junction, che
prevede la preparazione di un dato numero di incantesimi esauribili (come il
mago di D&D), e la possibilità di fondere le evocazioni dette Guardian
Force con le caratteristiche principali di ogni personaggio, per potenziarlo e
permettergli di utilizzare la magia. Anche in questo capitolo, abilità e magie
possono essere apprese da tutti, unica caratteristica che distingue le capacità
dei personaggi è l’arma che utilizzano, che sarà sempre la stessa fino alla
fine, ma sarà potenziabile tramite materiali specifici e cambierà aspetto fino
ad una versione finale estremamente difficile da realizzare. Inoltre per la
prima volta i personaggi controllabili in battaglia saranno solo tre.
La trama è coinvolgente e i sei personaggi reclutabili
nel party sono più o meno interessanti. Piatta e banale la caratterizzazione
del protagonista, ma decisamente più simpatici i suoi comprimari.
Inoltre ci sono altri tre personaggi giocabili che
utilizzeremo in alcune sessioni flashback del gioco, la cui storia arricchisce
l’intreccio e ci permette di capire meglio i fatti avvenuti in passato.
Ricco di colpi di scena, Final Fantasy VIII ci racconta la
storia dei Seed, soldati mercenari al soldo di chi richieda le loro capacità
che vengono addestrati in vere e proprie scuole, chiamate Garden. Un giorno la
strega Edea s’impossessa del regno di Galbadia e dichiara guerra al resto del
mondo, così i Seed saranno chiamati a combattere contro di lei a le sue forze
militari. I Garden superstiti cercheranno di allearsi tra loro contro la
minaccia di Edea e i nostri eroi si troveranno invischiati in un gioco di
intrighi politici e di magia più grande di loro, dove il vero pericolo si
rivelerà un’entità oscura che vuole comprimere il tempo e fondere le varie ere.
La trama si dirama tra colpi di scena e tradimenti, e anche se a volte le elucubrazioni
mentali dei protagonisti lasciano il tempo che trovano il gioco emoziona e
coinvolge appieno.
Voto: 8,5/10
Pro: la trama
ricca di rivelazioni e colpi di scena
Contro: il
sistema junction non convince e i personaggi sono un po’ banali
Final Fantasy IX:
ultimo Final Fantasy a comparire su Playstation One e unico gioco che
probabilmente spreme fino in fondo le capacità della console. Il gioco è un
ritorno ad un’ambientazione medievale non contaminata da tecnologia e
personaggi super deformed. Al contrario dei suoi due predecessori, Zidane, il
protagonista (in italia, Gidan per non confonderlo con il calciatore), dimostra
di essere un allegro sbruffone ed assomiglia al Locke di FF VI.
Come in FF IV, ogni personaggio ha capacità personali
legate alle classi tipiche della saga e può usare armi ed equipaggiamenti
personalizzati che permettono l’apprendimento delle abilità tramite l’accumulo
di punti detti AP. Questo è anche l’ultimo FF a sfruttare il sistema ATB in
maniera classica, nei capitoli successivi le cose cambieranno sostanzialmente.
il mondo è in pace da secoli, fino a quando la regina
Brahne del regno di Alexandria non decide di iniziare una campagna militare per
conquistare i regni vicini e nel per riuscirci intende risvegliare l’arte
dell’evocazione ormai perduta sfruttando i poteri sopiti della figlia Garnet.
Un giorno il gruppo di avventurieri Tantalus progetta di rapire la principessa
simulando uno spettacolo teatrale nella capitale, ma sarà proprio la
principessa a fuggire con loro volontariamente per sfuggire alla propria madre,
ormai corrotta dal misterioso Kuja. I nostri eroi intraprenderanno il loro
viaggio per fermare i piani della regina.
La trama appare un po’ banale, ma in realtà è ricca di
sfaccettature e rivelazioni sui personaggi, riccamente caratterizzati a partire
dai protagonisti.
Voto: 9,5/10
Pro: la
gestione del party e la crescita dei personaggi è ottima, i personaggi sono
adorabili e la trama coinvolge
Contro: il
boss finale è un po’ deludente e sembra buttato lì per caso
I personaggi, se si esclude Tidus, il protagonista (che è
un po’ troppo piatto e banale) sono ben fatti. Dal carattere forte e
carismatici. Il prologo si svolge nella città di Zanarkand, decisamente
futuristica, dove vive il protagonista Tidus, che però ben presto si ritroverà
catapultato su Spira, un mondo moderno, colorato e vitale, ma privo di
tecnologia. Sul nuovo mondo s’imbatterà in Yuna, apprendista evocatrice che
deve percorrere un pellegrinaggio tra i templi dedicati ai potenti Eoni (le
evocazioni del gioco) per completare il suo addestramento.
Tidus scoprirà che la misteriosa entità chiamata Yevon ha
bandito la tecnologia da questo mondo inviando il terrificante Sin, ma anche dopo
secoli questo continua a minacciare Spira distruggendo ogni cosa sul suo
cammino. Tidus seguirà Yuna e i gli altri durante il suo viaggio nel tentativo di acquisire il potere necessario
per distruggere il malefico Sin, ma le cose non sono come sembrano.
Voto: 8/10
Pro: il
sistema di combattimento è ottimo , la trama interessante e la maggior parte
dei personaggi ha una buona caratterizzazione
Contro: la
sferografia poteva essere sviluppata in modo da avere una personalizzazione più
netta, non c’è la mappa esplorabile
Final Fantasy XII:
giocato in italiano su PS2, è il primo capitolo della saga regolare che si
svolge su Ivalice, ambientazione resa famosa dagli spin off tattici di FF e
dall’ottimo Vagrant Story.
Come per FF IX, è un ritorno ad atmosfere ricche di magia
e medievaleggianti, abbandonando i mondi tecnologici dei suoi predecessori. Figure
centrali di questo mondo sono i giudici, una sorta di corpo speciale che fa
rispettare le leggi, formula accuse ed esegue le sentenze (come il giudice
Dredd). Le evocazioni in questo gioco non sono le consuete già viste in tutti i
precedenti capitoli, ma creature completamente nuove da evocare in battaglia.
Peccato che siano poco potenti e che muoiano subito, rendendole di fatto
inutilizzabili.
Il gameplay viene completamente rivoluzionato e gli
scontri casuali così come li abbiamo conosciuti fin d’ora svaniscono in favore
di nemici visibili su schermo, che tecnicamente sarebbe possibile evitare (in
realtà se li scansi ti corrono dietro). Durante gli scontri è possibile
controllare le azioni di uno solo dei personaggi, che potremo muovere per il
campo di battaglia e selezionare le azioni disponibili da un menù a tendina
(similmente al sistema di combattimento di Kingdom Hearts), mentre gli altri
personaggi agiranno indipendentemente in base ad una serie di algoritmi
impostati dal giocatore, detti Gambit System. La crescita dei personaggi
avviene in base ad una scacchiera delle licenze, dove i personaggi dovranno
acquistare le varie abilità o armamenti per poterle usare. Purtroppo questo
sistema è basato sul “tutti possono fare tutto” in modo così plateale che
azzera totalmente qualsiasi personalizzazione.
La trama parte benissimo e incuriosisce fin dalle prime
battute, ma proseguendo nel gioco si appiattisce totalmente, tanto da diventare
dimenticabile. I personaggi non hanno un minimo di carattere e sono tanto
piatti da non suscitare ne simpatie, ne tantomeno antipatie nel giocatore.
Anche questo capitolo non ha mappa esplorabile ma un
sistema di viaggio veloce simile a quello del precedente capitolo.
La storia inizia nel regno di Dalmasca, dove la
principessa Ashe sposa il principe del regno vicino di Nabradia per suggellare
l’alleanza tra i due regni, ma il regno di Arcadia ben presto sferra un attacco
e il principe muore durante la battaglia lasciando Ashe vedova e costringendo
il re a firmare un trattato di resa al nemico, ma questi viene tradito e ucciso
prima di firmare il trattato. La principessa Ashe viene spacciata per morta
suicida e così il presunto traditore Bash, giudice di Dalmasca. Nel frattempo
il giovane Vaan, che ha appena perso il fratello durante l’attentato al re, si
arrabatta per le strade facendo il ladruncolo, con il sogno di diventare un
pirata dell’aria. Ovviamente la sua strada s’incrocerà con quella di Ashe e
Bash, per intraprendere il viaggio che porterà alla sconfitta del reame nemico.
Voto: 6/10
Pro: Ivalice è
meravigliosa, il sistema di combattimento è originale, le missioni secondarie
di caccia al mostro sono divertenti
Contro: i
personaggi son piatti e la trama inconsistente, le evocazioni sono belle ma
inutili
Final Fantasy XIII:
primo capitolo della saga ad apparire su PS3, segna il ritorno ad un mondo
dominato dalla tecnologia e secondo me è il punto più basso raggiunto dalla
saga. Questo capitolo è privo di tutti quegli elementi secondari che
contraddistinguono il gioco di ruolo, niente missioni opzionali, niente luoghi
segreti o dialoghi con i personaggi non giocanti. Si più solo seguire la trama
su binari prestabiliti che lo fanno assomigliare più ad un picchiaduro a
scorrimento che a un jrpg. Il tutto unito ad un sistema di combattimento
insoddisfacente e a personaggi di una piattezza e di una banalità mai viste.
Ma andiamo con ordine, e partiamo dalla trama, che è
forse l’unica cosa che si salva: i due mondi Cocoon e Pulse sono connessi tra
loro, il primo è dominato da una monarchia ecclesiastica che segue divinità
chiamate Fal’cie, che possono benedire gli umani donando loro poteri magici e
nominandoli L’cie, araldi votati a svolgere missioni per loro conto. Se
falliscono si trasformeranno in creature aberranti dette Cie’th, mentre se hanno successo diverranno cristalli e vivranno eternamente in una sorta di stasi.
Il mondo di Pulse è invece brutale e selvaggio, e vi
vengono esiliati coloro che vengono invece maledetti e marchiati dai Fal’Cie,
ma le epurazioni sono prive di controllo e i ribelli del Nora attaccano i treni
diretti a Pulse per salvare più persone possibili. La protagonista Lightning
scopre che sua sorella Serah è una L’cie, votata ad una missione che in ogni
caso la porterà alla morte. Insieme al ragazzo di Serah, Snow e gli altri che si
uniranno a loro cercherà di salvare Serah e impedire che Cocoon e Pulse
collidano causando la distruzione di entrambi i mondi.
Il buono che c’è in questo gioco finisce qui. La trama si
dipana in maniera lineare fino alla conclusione ed è soddisfacente, ma è tutto
il contorno che non va! I personaggi, come ho già detto sono inconsistenti e lo
sviluppo lineare limita il coinvolgimento nell’ambientazione, che presentata
così comè sembra estremamente interessante. Insomma un’occasione sprecata.
Il sistema di combattimento poi è pessimo. C’è chi dice
innovativo, io dico noioso: gli scontri avvengono in tempo reale come per il
predecessore, ma i personaggi agiscono in maniera quasi indipendente.
Mi spiego meglio. È possibile controllare le azioni di
uno dei tre membri del party mentre gli altri agiscono in base all’IA come per
il Gambit System di FF XII, ma ci sono alcune differenze. I personaggi avranno
abilità legate a ruoli: Attaccante, Occultista, Sentinella, Terapeuta,
Sinergista e Sabotatore, dotate di abilità specifiche e i vari personaggi
saranno portati per alcune piuttosto che per altre, dando alla cosa un certo
grado di personalizzazione. In combattimento l’azione sarà veloce e frenetica:
lo scopo è quello di incatenare i vari attacchi per formare delle combo, e
tutto il difficile sta nel scegliere quelli giusti con il giusto tempismo.
Sembra carino detto così ma il grosso difetto di questo sistema è che per
risolvere gli scontri meno impegnativi si può anche impostare il tutto su
automatico e stare a guardare limitandosi alla pressione del tasto di azione. Lo
sviluppo dei personaggi è basato sul Cristallum, molto simile alla sferografia,
ma come ho già detto più personalizzato.
In definitiva, questo Final Fantasy è decisamente poco
riuscito su molti fronti e se non avesse quel nome altisonante, secondo me non
avrebbe ricevuto tutti quei consensi positivi dalla stampa videoludica. Una
vera delusione.
Voto:5/10
Pro: i ruoli e
il Cristallum danno un certo grado di personalizzazione, la trama tutto sommato
è godibile
Contro: i
personaggi sono pessimi, il combat system è ripetitivo e noioso, l’azione è
troppo lineare e l’assenza di compiti secondari da svolgere mina pesantemente
la longevità del titolo
Dopo quest’ultimo FF così deludente ho molte riserve per
il prossimo capitolo regolare della saga, ovvero Final Fantasy XV. Prima di
tutto perché non è altro che quel Final Fantasy Versus così tanto rimandato da
Square, che secondo me ha subito così tanti rimaneggiamenti negli anni che il
rischio che ne esca una cagata è forte. Secondo motivo, perché da quel poco che
si è visto nel teaser ufficiale i personaggi sembrano davvero poco
interessanti, sono i soliti personaggi emo depressi dall’aspetto androgino,
comuni ai giochi nipponici degli ultimi anni.
Sul resto non mi pronuncio, anche perché non si sa ancora
molto, ma nei prossimi mesi vedremo cosa salterà fuori e vedremo se meriterà i
miei soldi o se dovrò dire addio per sempre alla Fantasia Finale di Square.
Ci vediamo per la terza parte, che riguarda sequel e spin
off da me giocati. Alcuni son piccole perle, altri son decisamente pessimi, ma
ne parleremo.
Nel frattempo se volete ditemi qual è il vostro preferito
e perché, oppure sentitevi liberissimi di smentire i miei giudizi e dire la
vostra, sono curiosa di confrontarmi con altri che hanno giocato questa immensa
saga.
Alla prossima!
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